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Pierluigi Battista porta lo stesso cognome del Giovanni, ma tutto ha tranne che del predicatore. Sale in cattedra per tenere una lezione di democrazia, e si scorda – che sbadato – di ricordare ai lettori del Pompiere della Sera che Marcello Dell’Utri ha una condanna in primo e in secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. E fa pure il senatore, il Marcello dei quattro pensionati al bar.
Evidentemente al Corriere gli editorialisti sono sbadati: pochi giorni fa si erano scordati di riportare le accuse di Spatuzza a Schifani, che sarebbe nientepopodimeno che il collegamento tra la mafia e l’accoppiata Dell’Utri (solo per coincidenza, quello della contestazione di ieri) – Berlusconi (quello dell’undicesima domanda che Bossi non pose mai). E Schifani, tra l’altro, al Senato non fa il senatore ma si occupa di presiederlo direttamente.

Considerato dunque che al Senato ci hanno mandato anche tipetti raccomandabili eletti dalla ‘ndrangheta, come Nicola Di Girolamo, e considerato che tre indizi fanno una prova – ma di indizi volendo ce ne sarebbero a iosa -, direi che la lotta alla mafia ormai non si fa portando a termine blitz scenografici a Palermo o a Corleone, ma facendo una ben più agevole retata in Parlamento.

Care forze dell’ordine, rifletteteci: sono tutti chiusi nello stesso stanzone, non hanno mitra in mano e non ci sono cunicoli o passaggi segreti ad agevolare la fuga. Cos’è, non vi piace vincere facile?

Berlusconi fu ferito…..

L’Italia nel Caos, questo è il titolo che mi viene in mente in questo momento, stamattina 16 dicembre 2009.
Siamo a due giorni dall’ “attentato”(!!!) a Berlusconi e sempre di più temo per la nostra libertà. In effetti il piano “fascista” sta arrivando all’attuazione dei punti dove è prevista la restrizione delle libertà fondamentali di ogni cittadino.
Il gesto condannabile di un folle, che vedrete, e chissà mai perchè, non verrà condannato, ha ridato 5 punti di preferenza a Berlusconi, che era avviato all’inesorabile declino, i media di sua proprietà (diretta o longa manu) stanno cavalcando a pieno regime l’aggressione sia con l’immagine del “volto insanguinato”, approfittando qua e la per affondare qualche manganellata per riallineare le fila oramai sfaldate, di una maggioranza, che nei suoi esponenti “pensanti”, hanno oramai il terrore di avvicinarsi al baratro della dittatura.
Cosi il Giornale (proprietà berlusconi) titola: Finanziaria, Fini da uno schiaffone al Cav FERITO.
Fini aveva solo detto che il ricorso alla fiducia per la finanziaria era un atto deprecabile, in quanto ESAUTORA, il vero organo elettivo italiano: il parlamento. E’ il “FERITO” finale che indigna. La strumentalizzazione vergognosa per milioni di casalinghe ed ignoranti cerebrolesi, del fatto accaduto a Milano, che credono ciecamente in quella falsa informazione di regime.
Il diritto di avere un opinione, il diritto di critica, il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, non hanno nulla a che fare con quella statuetta.
Ma loro lo sanno benissimo, i Maroni, Castelli, Gelmini, sanno perfettamente cosa sta succedendo. Si vogliono blindare. Vogliono tenere l’Italia in ostaggio per altri 30 anni, hanno ripreso forza, vigore, il no-B Day li aveva fortemente messi in discussione, e l’Italia sembrava di nuovo che avesse un opposizione, almeno in piazza.
Poi il “Miracolo”, qualcosa che ha messo d’accordo tutti gli italiani, il solito “ccuccù tettè, guarda llà, tiè”, una statuetta sulle gengive, un volto insanguinato mostrato come la madonna in processione, per fare in modo che venisse immortalato da tv e giornali di tutto il mondo, e silvio ce lo ha rimesso nel c..lo a tutti, guadagnando addirittura 5 punti nei sondaggi di preferenza.
Non sapremo mai più delle stragi del 92 e 93, di Capaci e Via D’Amelio, non sapremo mai più dei suoi legami con la mafia, perchè oramai, se parli di questo sei una persona insensibile, per ora, e forse tra qualche giorno potresti anche diventare un criminale, per il solo fatto che muovi critiche e fai domande.
Fare domande non è più di moda. E’ di moda la solidarietà incondizionata al Presidente del consiglio, quella senza se e senza ma, cioè senza domande, perchè fare domande e criticare istiga l’odio.
Oramai come ogni despota non accetta alcun tipo di critica, che è l’elemento fondante di qualsiasi democrazia. Non accetta la magistratura, (ieri ho visto Castelli (yesman) ghignare sul caso Spatuzza, che oramai si vorrebbe far passare per analogia alla “bufala della commissione Mitrokin”), non accetta il Presidente della Repubblica, non accetta la Corte Costituzionale, non accetta i presidenti delle Camere.
E quando qualcuno richiama il paese alla normalità, ritrovi sempre un giornalista (a libro paga di B) che ricorda che è “FERITO”.
Berlusconi fu ferito…..
Tutto questo fa vomitare. Ci vorrebbe un NO-B2 day. Organizziamolo, adesso, subito, dobbiamo assolutamente fa capire che nonostante la solidarietà all’uomo, non retrocediamo di un millimetro sulla difesa dei diritti fondamentali e Costituzionali .
Vogliamo risposte, e non le vogliamo dai giornalisti di regime.
Le vogliamo dalla Magistratura che deve indagare e decidere in piena autonomia e serenità e chiarire i fatti, perchè i fatti non sono opinioni.
La “casta” ha già archiviato, mentre invece c’è una maggioranza di Italiani silenziosa che attende da quasi 20 anni che venga fatta chiarezza sulle morti di falcone e borsellino, che prima di morire rilasciarono interviste eloquenti, che gia da sole potrebbero costituire prove.
Vorrebbero reprimere, come si fa in Cina, la verità, attraverso un “filtro” per internet (non so come, ma staremo a vedere), in modo che possano andare ” a reti unificate” Rai Mediaset e giornali vari di proprietà del regime.

Parla della scelta Rai anche il consigliere di viale Mazzini Nino Rizzo Nervo, in quota al Pd: “La decisione di negare al Tg3 la diretta sulla manifestazione, la prima in Italia organizzata dalla Rete, è molto grave e lede i poteri e l'autonomia del direttore di testata. Spero che la direzione generale torni sui suoi passi. Affermare poi che la diretta sarà gestita da Rainews24, è una grande ipocrisia perché Rainews oggi è vista in chiaro solo dal 30% della popolazione italiana”.

via Repubblica.it.

{{it|Silvio Berlusconi in Giappone.
Image via Wikipedia

Silvio ha dichiarato che in caso di condanna nei processi a suo carico, non si dimetterà dalla carica di Presidente del consiglio.

Nessun dubbio ci aveva sfiorato, dato che conosciamo la faccia (da 30 piani di morbidezza) del soggetto in questione, ma questa affermazione è una vera e propria dichiarazione di guerra nei confronti degli equilibri dello Stato Italiano, se mai ce ne fossero, e delle Istituzioni.

Berlusconi nega l’innegabile da anni: c’è un avvocato Inglese, David Mills, che confessa di aver preso soldi da Mister “B” al suo commercialista, vengono verificati i passaggi bancari, viene condannato a 4 anni per corruzione in atti giudiziari (ha viziato già un altro processo a Berlusconi), in appello è stata confermata la condanna. Silvio, ospite da Bruno Vespa dichiara la sua fiducia in una magistratura seria che pronunciano sentenze serie.

L’unica sentenza seria possibile per Silvio è la sua assoluzione. D’altronde è troppo abituato a corrompere i giudici (vedi lodo mondadori dove Previti è stato condannato a 11 anni per aver corrotto un giudice d’appello (provato e documentato), per annullare una decisione arbitrale che assegnava a De Benedetti la maggioranza della Mondadori, consegnando nelle mani di Silvio il colosso editoriale italiano).

Gli Italiani per “demenza catodica” non riescono a fare 2+2, e c’è ancora qualcuno che crede nella sua innocenza. Tra questi non c’è sicuramente Bruno Vespa, che non può non sapere, ma per comodità, preferisce fare il suo giornalismo, detto anche a “pelle d’orso”, e così timidamente abbozza un “l’avvocato Mills è stato condannato anche in appello”.

«È una sentenza – risponde il presidente del Consiglio – che certo sarà annullata dalla Corte di Cassazione».

Così l’annullamento di due gradi di processo su fatti intangibili e ampiamente provati, secondo Silvio darebbe lustro al massimo organo della magistratura Italiana.

E’ molto probabile che i due gradi di giudizio possano essere sovvertiti in Cassazione, ma i giudici di tale organo sappiano che la storia li osserva, e grazie ad internet è finito il gioco dello “zitto zitto”, i loro nomi saranno stampati a caratteri cubitali in pagine indelebili ed eterne. La Magistratura non avrà alcuna credibilità e ragione di esistere. E’ un prezzo troppo alto persino per i membri non togati della consulta.

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Rai: Zavoli, valutare criteri scelta Su caso Ballaro’- Porta a Porta, nomine e vicende Report, Annozero (ANSA) – ROMA,16 SET – La Vigilanza acquisisca gli elementi per una ‘serena e completa valutazione dei criteri’ adottati dalla Rai sui casi al centro delle cronache. E’ il ‘dovere’ sottolineato oggi da Sergio Zavoli, presidente della commissione, nel corso dell’ufficio di presidenza che ha deciso l’audizione del direttore generale Mauro Masi per mercoledi’ 23 settembre. L’ufficio di presidenza ha poi confermato l’audizionedei direttori di testata e dei conduttori di rubriche d’informazione.

ANSA.it

Berlusconi-Joker
Image by vincos via Flickr

Pur con Rai Tre sgomberata dalla concorrenza di Ballarò fatto slittare dalla data di esordio e di Matrix rinviato per “cause tecniche” da Canale 5, Berlusconi non ha bucato nè video né share degli ascolti.

Venendo battuto da una delle sue reti, Canale 5, con la fictiond i Garko.

Infatti la fiction ”L’onore e il rispetto”, su Canale5 batte ‘Porta a Porta’: la trasmissione di Mediaset infatti ha avuto il 22. 61% di share con 5.750.000 di spettatori contro il 13.47% e 3.219.000 spettatori della puntata di Vespa su Raiuno con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. La fiction è andata in onda dalle 21.16 alle 23.20, mentre ‘Porta a porta’ dalle 21.12 alle 23.45.

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Il regime questa gente lo sa fare, e lo fa da così tanto tempo che la gente non si accorge piu di nulla.

Questo regime usa la tv e si basa sulle tv, fatta da giornalisti compiacenti che quando cambieranno le cose, saranno il vero metro che ci faranno capire che sono cambiate.

La cerimonia della presa per il culo non va disturbata, così quando berlusconi consegnerà il primo appartamento televisivo (come la monnezza di napoli), non ci dovrà essere nessun commento contrario, così si fa slittare di una settimana ballarò.

Voglio un mondo senza Vespa e senza Fede.

Silviocracy

Portrait of a Mafia colluder
Image by sterte via Flickr

La Rai rifiuta di mandare in onda il trailer di Videocracy perché “è un film che critica il governo”. Nella lettera con cui la tv di Stato (in perfetto accordo, ci mancherebbe altro, con Mediaset) si prostra ai voleri del suo vero padrone Berlusconi (il film racconta l’ascesa della Silviotelevisione tra veline, letteronze e tronisti) si dice (traduciamo) che poiché il pluralismo alla Rai è sacro, se nello spot di un film si ravvisa una critica a una parte politica occorre subito bilanciare con il messaggio di un film di segno opposto. Raramente l’intelligenza di avvocati e dirigenti si era a tal punto prostituita al ridicolo pur di salvarsi la poltrona.

Forza Garimberti
Però, forse, non tutto è perduto. Abbiamo fatto un sogno. Incredulo anch’egli davanti a tanta bassezza il presidente (di garanzia) della Rai Paolo Garimberti sospende la sua consueta partita di tennis e dirama un comunicato di ferma riprovazione per il rifiuto dello spot di Videocracy. Proprio perché la Rai è un servizio pubblico, egli afferma, non può esercitare censure sulla promozione di film e altri spettacoli che non violino il codice penale o il codice etico dell’azienda. Meno che mai, aggiunge, se questo tipo di censura assume caratteri odiosi per un evidente tentativo di compiacere un qualsisi potente, fosse anche il presidente del Consiglio. Questo nel nostro sogno Garimberti, presidente di garanzia della Rai, afferma con linguaggio forte e con accenti di grande dignità, come del resto si addice al ruolo che ricopre. Tra un set e l’altro.

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