Non c’è che dire, le grandi capacità della famiglia Berlusconi vengono fuori quando servono. E’ un vero peccato che purtroppo si consegnano ai posteri come incostituzionali, di fatto repressivi della libertà di informazione in quanto monopolisti assoluti da 20 anni, dell ‘informazione Italiana. Ma a PierSilvio il “Dinosauro” Mimun, con un accenno di riportino ed il baffetto, non è andato giù. Non lo ha trovato “telegenico”, mentre i telespettatori Rai che pagano il canone se lo sciroppano da 30 anni.
Animali da corridoio, piazzati politicamente da lustri, svolgono il compito di tenerci ben lontani dalle verità Italiane, che giorno dopo giorno ed anno dopo anno diventano sempre più raccapriccianti, proprio grazie a quel silenzio assordante.
Mimun ha dichiarato di voler produrre “un tg più vicino alla gente che al Palazzo”, ma si sa, queste parole che piacciono alla gente le hanno imparate a dire un po tutti.
Mimun è stato criticato dal giornalista Marco Travaglio per non aver mandato in onda l’incontro, avvenuto ad Assisi tra il presidente della Lombardia Roberto Formigoni e il ministro degli esteri di Baghdad, ad un mese dall’attacco angloamericano in Iraq[6]. Travaglio ha messo in relazione la mancata messa in onda del servizio col possibile imbarazzo la trasmissione avrebbe potuto creare al governo di Silvio Berlusconi, dati i suoi rapporti con l’amministrazione statunitense di George W. Bush.

